Alex De Minaur nell’ATP 250 di Antalya, Hubert Hurkacz nell’ATP 250 di Delray Beach: il circuito maschile ha conosciuto i primi vincitori per l’anno 2021. Diamo i voti ai protagonisti dei due tornei.

Alex De Minaur: 8

Senza chissà quali grandi trofei in bacheca, ma il palmares di De Minaur da ieri dice quattro titoli ATP a 21 anni. Che in un’epoca dominata da tennisti con incredibile pesantezza di palla (Thiem, Medvedev, Zverev) o con una fenomenale attitudine in risposta (Nadal, Djokovic), sembra quasi un miracolo.  Tra l’altro per vincere ad Antalya l’australiano ha avuto una discreta dose di grattacapi in un Basilashvili che chissà se è recuperato e in un Goffin che gli gioca a specchio. Senza fretta, ma senza tregua, l’Alex made in Sydney si toglierà soddisfazioni anche nel 2021.

Alexander Bublik: 7,5

Mezzo voto in meno perché ritirarsi sullo 0-2 di una finale, per quanto il problema fisico fosse reale, non è l’ideale nei confronti del proprio avversario. Comunque, la scelta di Bublik è comprensibile: meglio alzare la spugna in un ATP 250 che dover rinunciare agli Australian Open. Prima di arrivare a un passo dal titolo il kazako aveva soprattutto imbrigliato un Berrettini non al meglio e si era quasi auto-sabotato contro Chardy. Già a fine 2019 Sascha aveva dato segnali di poter essere una mina vagante nel circuito. Nel 2021 l’impressione sembra essere confermata.

Jeremy Chardy: 7

In un tennis maschile che aspetta da anni la consacrazione della Next Gen, occhio anche una vecchia volpe come Chardy. Ad Antalya il francese è sempre risalito da una situazione di svantaggio: con Albot quando si è trovato sotto di un break nel primo set, con Fognini quando l’italiano ha servito per il match sul 6-5 nel terzo parziale, con Struff quando gli ha recuperato un set e gli ha annullato due match point nel tiebreak decisivo e con Bublik quando comunque lo ha trascinato alla distanza. L’unico nel circuito maggiore risale al 2009, ma mai dire mai.

David Goffin: 7

Per Goffin il 2021 è già migliore di un 2020 da incubo chiuso con il crollo al Roland Garros contro Sinner, la positività al Covid-19, le pressioni per partecipare al torneo di casa ad Anversa e i flop in campo. Per il belga ad Antalya è arrivata la prima semifinale ATP dopo quella a Montpellier nel 2020. E dire che David aveva rischiato grosso al primo turno, annullando cinque match point al compagno di doppio Herbert, da lì in poi in mental breakdown. Anche la prestazione contro De Minaur è incoraggiante, nonostante i doppi falli. L’ultimo titolo ATP risale al 2017. Chissà.

Jan Lennard Struff: 5,5

Riuscirà Struff anche solo ad arrivare in finale in un torneo ATP? Ad Antalya in tabellone era presente qualche ostacolo – Berrettini, Goffin, Fognini e i Next Gen De Minaur e Bublik che poi effettivamente sono arrivati in finale. Eppure il match contro Chardy non sembrava proibitivo per il tedesco, tra l’altro più riposato del suo avversario grazie al walkover del francese Grenier nel turno precedente. E poi, quanto pesano i due match point mancati nel tiebreak decisivo?

Nikoloz Basilashvili: 6,5

Per la prima volta dal Master 1000 di Shanghai nel 2019 (un’eternità), Basilashvili è riuscito a vincere almeno due partite nello stesso torneo. Non che, comunque, l’impresa sia stata indolore: contro Arnaboldi il georgiano si è trovato in svantaggio 6-4, 5-4 e servizio per l’italiano, prima che si ricordasse di avere mezzi tecnici di cui probabilmente si era dimenticato nel 2020. Mezzi che, però, non gli sono serviti con un De Minaur più sereno in campo e fuori. In alternativa si può pensare che sull’attuale numero 40 del ranking penda una maledizione nei tornei ATP 250.

Matteo Berrettini: 5,5

Esordio con parziale stecca per Berrettini che ha raggiunto i quarti di finale ad Antalya, ma affrontando la wild card di casa Kirkin, numero 446 del ranking, e il bulgaro Kuzmanov, appena dentro la top 300. Al primo avversario insidioso, ossia quel Bublik tutto estro, Matteo non è riuscito a imporsi con l’esperienza del top ten, soprattutto perdendo il break nel primo set dopo nove game nei quali aveva lasciato quattro punti al servizio e sprecando un vantaggio di 4-2 nel successivo tiebreak. Sorge il dubbio che gli avversari ormai ne conoscano il piano tattico.  


Fabio Fognini: 6

Sei politico per un Fognini apparso fisicamente in ripresa. Più che la vittoria contro il qualificato Vrbensky (numero 311 del ranking) – utile per il morale – paradossalmente la sconfitta con Chardy dà speranze. Fabio non sarà riuscito a servire per il match nel terzo set, ma ha anche recuperato un break di svantaggio sul 5-4 nel secondo parziale ed è risalito da uno svantaggio di 4-1 nel set decisivo. La voglia di essere protagonista non manca. E già questa è un’ottima notizia.


Stefano Travaglia: 7

Primo torneo in stagione, primo quarto di finale nel 2021 per un Travaglia in crescita dall’ATP Cup 2020. Un risultato di prestigio perché arrivato sconfiggendo due Next Gen come Kecmanovic, testa di serie numero 7 del torneo, punita nel terzo set con un 6-0, e Ruusuvuori, ventunenne finlandese entrato in top 100 nella stagione appena trascorsa e da non sottovalutare per l’acume tattico. Contro Goffin la sfida era abbastanza proibitiva, ma per il momento è giusto ritenersi soddisfatti.

Salvatore Caruso: 5,5

Negli ultimi due anni Caruso ci ha abituato a exploit sia negli Slam che nei tornei ATP, dal terzo turno al Roland Garros nel 2019 a quello agli US Open nel 2020, passando per le vittorie contro Coric a Umago (2019) e Auger-Aliassime a Sofia (2020). Per questo motivo ci si aspettava che il siciliano quantomeno creasse qualche grattacapo a un Bublik più dotato tecnicamente, ma che a volte si assenta durante la partita. Lo zero alla voce “palle break” conquistate grida vendetta.

Andrea Arnaboldi: 6,5

Basilashvili era un avversario proibitivo per un Arnaboldi che è il numero 267 del ranking ATP. Questo è il motivo per cui non ci si deve lamentare per una sconfitta comunque pronosticabile. Il mezzo voto in meno, però, è perché sembrava che il miracolo potesse realizzarsi: dopo un’ora e mezza di gioco il trentatreenne milanese si era trovato 6-4, 5-4 e servizio. Peccato che la freddezza sia mancata nel momento decisivo: un assist perché il georgiano ritrovasse la concentrazione.

Hubert Hurkacz: 8

Primo torneo nel 2021 e Hurkacz porta a casa il titolo. Perché allora non esaltarne più di tanto la prestazione? Perché non poteva deludere. Galan Riveros (n° 115), il qualificato Quiroz (n° 293), il redivivo Christian Harrison (n° 789) e il rampante Korda (n° 119): quando ricapiterà al polacco di non incontrare neanche un top 100 sulla strada per un titolo? Hubert ringrazia ed entra in top 30. Seguendo le orme di Iga Swiatek, come lui stesso non ha mancato di ricordare.


Sebastian Korda: 8-

Che beffa l’infortunio in finale, perché Korda non partiva così sfavorito in finale contro Hurkacz. L’americano, criticato per aver preferito un ATP 250 alle qualificazioni agli Australian Open, si è portato a casa punti preziosi per il ranking e ha dimostrato di poter mettere in difficoltà avversari come un Tommy Paul sempre altalenante, un Isner macchinoso a rete e un coriaceo Norrie – che gli aveva annullato due match point a un passo dal traguardo. Ne sentiremo parlare ancora.

Christian Harrison: 8-

Otto operazioni e un crollo fino alla posizione 789 del ranking, Christian Harrison si è regalato la prima semifinale ATP in carriera. In particolare lo statunitense è stato testardo contro un Garin non al meglio, ma con limiti tattici sul cemento, e paziente contro un Mager un po’ tremolante. Il meno è per la multa di 3000 dollari comminatagli per essersi rifiutato di indossare la mascherina durante l’intervista a bordo campo. Una caduta di stile.

Cameron Norrie: 7

Capitalizzare l’occasione: un tema scritto da Norrie a Delray Beach. Non avrà la solidità a fondocampo di Murray o il dritto di Edmund, ma, a fari spenti, il britannico sa come ottenere risultati soddisfacenti negli ATP 250. Incoraggianti soprattutto le vittorie contro Mannarino, con il francese che è tanto atipico in campo quanto mentalmente lucido, e contro un Tiafoe bravo a non arrendersi dopo il 6-0 nel primo set. E a momenti partiva anche la rimonta contro Korda.

Christian Garin: 4

Si è scoperto in seguito che Garin è infortunato al polso e che per questo sarà costretto a rinunciare agli Australian Open. Eppure contro Christian Harrison, numero 789 del ranking non per mancanza di talento, ma per continui infortuni, il Christian del Sudamerica non è mai sembrato veramente in partita. Il che è un problema perché si parla di un top 20. Forse a chi sostiene che l’erba sia una superficie che “dopa” la classifica, bisognerebbe portare l’esempio del cileno.

John Isner: 5,5

Primi quarti di finale in stagione per Isner, ma sconfiggendo chi? Lo statunitense ha superato Monteiro grazie ai 22 ace che lo hanno messo al riparo da palle break. Poi, però, il meccanismo si è inceppato contro un Korda coraggioso nel cercare vincenti. Long John tornerà in campo soltanto a marzo, avendo deciso di rinunciare alla trasferta in Australia per passare più tempo con le sue bambine: un gesto da libro “Cuore” da mettere al riparo da dietrologie.

Sam Querrey: 4

Nessuno più di Querrey ha deluso a Delray Beach. Più chiacchierato per la “fuga” da San Pietroburgo dopo essere risultato positivo al coronavirus, che per i risultati in campo, lo statunitense aveva un’occasione d’oro per riscattarsi. Risultato? Dal 5-2 in poi ha completamente perso la prima di servizio – sprecando poi anche un set point nel tiebreak – contro un Mager per il quale il cemento non è la superficie del cuore. Figuraccia.

Gianluca Mager: 7

Ottimo inizio di 2021 per Mager. Tennista da exploit sulla terra rossa, ma mai veramente a suo agio con il cemento, il napoletano ha raggiunto il primo quarto di finale ATP su questa superficie dopo una grintosa rimonta contro Ryan Harrison e un capolavoro di spregiudicatezza contro Querrey. E anche contro Christian Harrison Gianluca stava riuscendo a portare a casa una partita tutt’altro che spettacolare, se solo avesse servito per il primo set. Rimpianti? Comunque nessuno.

Michela Curcio