Cloro e Calabria: un binomio neanche così strano se si considera che la nostra Regione è terra di sole e di mare. L’acqua come elemento naturale per costruire una carriera sportiva di successo: l’esempio più immediato risponde al nome di Giovanni Tocci, pluripremiato tuffatore classe 1994, cosentino, anzi, per la precisione, rendese doc e atleta dal palmares a dir poco invidiabile a soli 26 anni. Un bronzo ai Mondiali di nuoto di Budapest nel trampolino da un metro nel 2017, due argenti (a Londra nel 2016 e a Glasgow nel 2018) e un bronzo (a Budapest nel 2020) agli Europei di nuoto, sempre nel trampolino da un metro, un bronzo nel trampolino da tre metri alle Universiadi di Taipei nel 2017, ma, soprattutto, i cinque ori agli Europei giovanili conquistati tra il 2009 e il 2012: il sesto posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel trampolino sincronizzato da tre metri, in coppia con Andrea Chiarabini, è sembrato un momento di rodaggio. In Giappone, adesso, si va per scrivere ancora una volta la storia di un territorio che sogna il proprio “momento di gloria”, come il nome della canzone simbolo della rassegna a cinque cerchi. Che poi, in realtà, le Universiadi di Taipei erano state terreno di conquista anche per i tuffi “in rosa”: durante la competizione l’altra rappresentante di Cosenza, Laura Bilotta, classe 1997, aveva portato a casa la medaglia di bronzo nel sincro misto da tre metri. Un traguardo che era arrivato a coronare le soddisfazioni raggiunte agli Europei Giovanili di nuoto nel 2011, durante i quali aveva vinto il bronzo sia dal trampolino da tre metri che dal trampolino da tre metri in sincro. Il feeling tra Cosenza e le Universiadi trova un’ulteriore conferma con le prestazioni del classe 1999 Francesco Porco: questa volta niente Taipei, perché il sogno, anzi, il bronzo, è stato strappato a Napoli, nel 2019, nel sincro da tre metri. Un traguardo che, a occhio, sembra il primo di una lunga serie: ultimo in ordine cronologico, l’argento vinto a febbraio 2021 durante la Coppa Tokyo nella specialità del trampolino da un metro.

Attenzione, comunque, a non dormire sugli allori degli aspiranti Michael Phelps nostrani: ai Campionati Italiani Assoluti di Riccione, tenutisi a dicembre 2020, Giovanni Caserta della Calabria Swim Race e Ilaria Forte dei Nuotatori Crotonesi, si sono messi in luce rispettivamente nei 200 stile libero e nei 100 dorso. Il diciannovenne catanzarese ha ottenuto il settimo posto in classifica generale con il tempo di 1’50’’56, mentre la ventunenne crotonese ha fermato il cronometro sull’1’03’’91, stabilendo il nuovo record regionale di specialità. Rimanendo in acqua, impossibile dimenticarsi di Mariangela Perrupato: castrovillarese di origini, la classe 1987, oggi allenatrice del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, vanta in palmares un bronzo (a Kazan nel 2015) e un argento (a Budapest nel 2017) ai Mondiali di duo misto e ben quattro argenti e sette bronzi tra duo misto, combinato e a squadre in varie rassegne agli Europei in un intervallo di tempo da Budapest 2006 a Londra 2016.

I massimi livelli sono di casa anche nella pallanuoto: attualmente “le ragazze terribili” della Tubisider Cosenza, come sono state soprannominate qualche anno fa, militano in A2, ma dal 2014 al 2018 hanno calcato il prestigioso palcoscenico della Serie A1, mantenendo la categoria senza poi soffrire più di tanto. Merito di un gruppo che mixava sapientemente l’esuberanza di nuovi innesti con l’esperienza di chi aveva alle spalle anni in piscina. Da segnalare soprattutto una stagione 2015/2016 piena di soddisfazioni per le classe 1997 Giusy Citino e Claudia Presta, che avevano chiuso l’anno rispettivamente con 17 e 11 reti a referto. In particolare, diventata capitano nel 2017, la Citino ha trascinato le compagne alle final four di Coppa Italia – chiudendo poi la competizione al terzo posto – e ha iniziato a gravitare sempre di più negli ambienti della Nazionale maggiore. La Presta, invece, si è messa in evidenza ai Mondiali di pallanuoto under 19, in particolare segnando tre reti nel 15-9 con cui l’Italia ha sconfitto la Nuova Zelanda ad Auckland, in una vittoria che ha alimentato i sogni di gloria di una squadra giovane e grintosa.

Un po’ zoppicante, invece, la squadra maschile: attualmente la Tubisider in azzurro milita in Serie C, ma non ci si può dimenticare di quel magico 2005/2006 in cui i rossoblù hanno sperimentato le emozioni della massima serie. Un obiettivo che, essendo già stato raggiunto, deve essere un orizzonte a cui aspirare di nuovo.

Michela Curcio

Articolo pubblicato su “Parola di Vita” in data 15/7/2021