Non solo calcio e tennis: esiste una terza Italia che ribalta i pronostici e si conquista un posto al sole nel palcoscenico forse più prestigioso e suggestivo nello sport: le Olimpiadi. Per la prima volta da Atene 2004, l’Italbasket tornerà a sognare la medaglia d’oro durante la manifestazione a cinque cerchi grazie all’inaspettata (e per questo ancora più bella) vittoria nella finale del torneo pre-olimpico contro la Serbia per 105-92. Neanche a dirlo, il merito va soprattutto a un coach coraggioso, il capitano in panchina Meo Sacchetti, che ha saputo compattare intorno a sé un gruppo in cui uno vale 12, ma Nico Mannion, troppo sottovalutato in NBA con i Golden State Warriors, forse vale un mezzo punto, anzi 24, in più, con la gioia di ritrovarlo a settembre all’Olimpia Milano in Superlega. Compagni oggi, rivali in futuro, perché gli azzurri hanno scoperto anche un Alessandro Pajola, classe 1999, già protagonista in finale Scudetto per la Virtus Bologna e che, con 10 punti a referto e tanta qualità in fase di impostazione, sembra già per caratteristiche lo Yang di quello Yin che è il playmaker di Siena per la Nazionale. E se comprensibilmente Awudu Abass non sarà stato felice di essere stato tagliato dall’elenco di chi andrà a Tokyo, l’Italbasket non poteva prescindere da Danilo Gallinari, assente a Belgrado perché impegnato nei playoff NBA con gli Atlanta Hawks e che, proprio per questo, porterà in dote l’esperienza necessaria per inseguire un trionfo che sarebbe una favola. Per ogni ulteriore fantasia, non resta che tifare per i nostri ragazzi terribili.

Michela Curcio

Articolo pubblicato su “Parola di Vita” in data 15/7/2021