L’uomo che corre più veloce di tutti si chiama Lamont Marcell Jacobs ed è italiano. L’uomo che vola più in alto di tutti si chiama Gianmarco Tamberi ed è italiano. Correre e volare: i due verbi che meglio si associano a “sognare”. Non è una coincidenza, perché questa Italia “atletica” ci fa sognare come non era successo neanche nel 1980, quando Sara Simeoni e Pietro Mennea furono protagonisti di una storica doppietta rispettivamente nel salto in alto e nei 200 metri piani. Avviene tutto in quindici minuti, per qualcuno già i più importanti di tutta la storia dello sport italiano: sono le 14:35. Tamberi non è riuscito a saltare la misura di 2,39. Come lui, con lo stesso numero di tentativi riusciti e di fallimenti, Mutaz Essa Barshim. Come lui nello sport e nella vita, perché nel 2018, il qatariota si era lesionato i legamenti della caviglia sinistra. Lo stesso infortunio che capitò a “Gimbo” nel 2016, a uno schioppo di settimane dalle Olimpiadi di Rio De Janeiro. Il marchigiano aveva provato a saltare 2,43 e il tendine aveva detto no. Forse un avvertimento, un non andare oltre i limiti di natura. Aveva pianto, come è naturale, poi si era rialzato, come non è scontato: sul gesso aveva scritto “road to Tokyo 2020” e quattro anni (più uno) dopo, ha mantenuto la promessa, portandolo con sé quasi come un amuleto durante tutta la gara. Le regole prevedono che se due saltatori chiudono la serie con la stessa misura e lo stesso numero di errori si debba procedere allo spareggio. Sempre che arbitro e contendenti non si accordino per una vittoria condivisa. Da due amici che hanno sofferto lo stesso calvario, le stesse paure, la stessa rabbia di vedere il fisico che non risponde, la stessa ostinazione nel continuare a crederci, ci si poteva forse aspettare qualcosa di diverso da “can we have two golds” (possiamo avere due ori)? E a chi ha storto il muso pensando che lo sport è fiera competizione al grido di “ne resterà uno solo”, ha subito (e chissà se involontariamente) risposto Tamberi a caldo: «Lui ha attraversato il mio stesso grave infortunio, non avrei condiviso questa medaglia con nessun altro. Racconterò questa storia ai miei figli, se li avrò, altrimenti li racconterò ai suoi».
Con gli occhi ancora lucidi per il salto in alto, alle 14:50 il nostro televisore si è subito sintonizzato sulla gara dei 100m piani. Qualcosa era nell’aria: tre ore prima in semifinale Jacobs aveva corso in 9’’84 e aveva ulteriormente migliorato quel record europeo che lui stesso aveva infranto 24 ore prima. Per una medaglia? Sufficiente. Per il metallo più prestigioso? Forse no: impossibile non dare come favoriti ai blocchi di partenza. Si parte: Marcell è attento, vuole evitare il rischio di una falsa partenza. Chissà che gli atleti nei momenti più importanti in carriera non sentano esattamente quali sono i possibili ostacoli che li separano dalla gloria alla miseria e viceversa. Quindi Jacobs parte quasi lentamente, ma poi inizia a correre. Falcata dopo falcata. Con sicurezza impressionante. Collega dopo collega finiscono tutti nello specchietto retrovisore. A qualcuno la progressione ricorda un po’ la facilità di gambe con cui Usain Bolt staccava i rivali divertendosi quasi più a rallentare per vedere cosa succede che non macinando centimetri su centimetri. Paragone un po’ azzardato, ma finisce con Marcell, il texano di origini e basta – come suggerisce quella goffaggine divertente nel non riuscire a parlare un inglese fluente – che diventa il primo italiano di sempre a vincere la medaglia d’oro nei 100 metri, la gara “regina” nell’atletica leggera, con il tempo monstre di 9’’80. E se qualcuno ancora non ha capito la portata di questa impresa? Che venga riassunta in due immagini: la prima, Tamberi e Barshim che si mettono al collo la medaglia d’oro a vicenda durante la cerimonia di premiazione; la seconda, Jacobs che riceve la telefonata del Presidente del Consiglio Mario Draghi e reagisce con una smorfia incredula ed emozionata che è diventata subito virale su Twitter.
Viva lo sport.
Michela Curcio
Articolo pubblicato su “Parola di Vita” in data 5/8/2021
