Dalle notti magiche nelle piazze al chiaro di luna, agli ultimi scampoli di estate davanti ai tramonti malinconici: non cambia che l’Italia continua a vincere, nello sport come nella vita. Ubriachi per il trionfo della Nazionale agli Europei e per la giornata d’oro per l’atletica firmata Tamberi-Jacobs, la sbronza non è passata neanche dopo le Paralimpiadi e gli Europei di volley. 69 medaglie a Tokyo-bis, un record assoluto per la spedizione, un inno alla gioia, alla normalità nella diversità, parola di cui in realtà non si dovrebbe neanche abusare. E se esiste una foto, un’immagine, un simbolo che possa descrivere 15 giorni di infiniti momenti di gloria, impossibile non scegliere la tripletta tutta tricolore nei 100 metri: l’oro di Ambra Sabatini in 14’’11, l’argento di Martina Caironi in 14’’46 e il bronzo di Monica Contrafatto in 14’’73.
Gioia e rivalsa, come per Paola Egonu, il volto di una Nazionale femminile di pallavolo che aveva deluso alle Olimpiadi e che si è presa la rivincita nel modo più dolce, contro la Serbia, in casa della Serbia, soprattutto in un quarto set stra-dominato fisicamente e mentalmente, come suggerisce il 25-11 finale. Il sassolino dalla scarpa è affidato a un video liberatorio su Instagram, nel social oggi più usato da chi ha voglia di mostrare al mondo che ha espiato le proprie sconfitte.
L’Inno di Mameli risuona anche ad agosto, dopo un luglio da favola.
Michela Curcio
Articolo pubblicato su “Parola di Vita” in data 16/9/2021
