Da Monza a Misano, la pista parla italiano. Anzi, ascoltando con attenzione, si potrebbe persino sentire in lontananza un po’ di accento calabrese. Parola di Daniel Ricciardo, l’australiano i cui nonni sono originari di Casignana, che è tornato a vincere un Gran Premio per la prima volta dal 2018 e che ci è riuscito “in casa nostra”, o meglio, un po’ anche a casa sua, in Italia. Nel Tempio della Velocità ha festeggiato anche la McLaren, un tempo scuderia di blasone in Formula 1 e che ha ritrovato un successo che gli mancava da ben nove anni.
D’altronde, si sa, lo sport vive di sensazioni e di stati d’animo e che Ricciardo si sentisse particolarmente a proprio agio durante il weekend azzurro si era visto fin dal mercoledì, quando vagava per il paddock mangiando cibo italiano e divertendosi con gli addetti ai lavori. Serenità portata in pista, lì dove la fortuna gli ha dato una mano anche con lo scontro tra due galli in un pollaio che, al ventiseiesimo giro, ha coinvolto Hamilton e Verstappen. Lewis ha sbarrato la strada a Max. Max non ha tolto il piede dall’acceleratore, determinato a non rinunciare al proposito di sorpassare Lewis. Storie ad alta velocità che si sono spesso viste in pista e che, anche e soprattutto grazie all’Halo (il dispositivo di sicurezza impiantato su ogni vettura), si aprono e si chiudono senza conseguenze, al massimo con qualche scoria tra chi sa che, in questa stagione, il Mondiale è più aperto che mai.
E le Ferrari? In Italia la scuderia di casa è stata ancora una volta beffata al traguardo: Leclerc è arrivato quarto e Sainz sesto davanti alla bandiera a scacchi. Allora, a rincuorare il caldo, caldissimo pubblico di Monza ci ha pensato proprio Ricciardo: «Almeno sul podio c’è un nome italiano ed è davvero bello». E il post-gara? Il classico di casa nostra: «Pizza e vino per festeggiare».
Si festeggia anche con l’inno di Mameli, che si è sentito a Misano, dove Pecco Bagnaia ha bissato la vittoria arrivata nel GP di Aragòn. Il torinese è stato protagonista di un’altra gara al cardiopalma: in Spagna aveva dovuto tenere a freno il ritorno di fiamma di un Marc Marquez che sta cercando di ritrovare sensibilità e resistenza fisica a un braccio che non sembra più lo stesso; in Italia ha tenuto nello specchietto retrovisore un Quartararo con ambizioni di Mondiale, nonostante, giro dopo giro, le ruote si usurassero più a lui che al grintoso ventenne francese. Rosso (Ducati) su azzurro (Italia) in cima al podio. Con una spruzzata di blu, ossia il terzo posto di Enea Bastianini, al primo podio in MotoGP. E anche un po’ di verde acqua, colore della Honda Racing di Dennis Foggia, vincitore nella gara di Moto3 e fratello tricolore insieme a Niccolò Antonelli e Andrea Migno, per uno storico podio tutto italiano. Anzi, azzurro.
Michela Curcio
Articolo pubblicato su “Parola di Vita” in data 23/9/2021
