Neanche il tempo di metabolizzare un 2021 di tennis dalle mille emozioni, che già si ritorna in campo in Australia, per il “mese felice”, a cominciare dall’ATP Cup. Dopo le ristrettezze di formazione, con la presenza di soltanto 12 squadre nel 2021, quest’anno il format ritorna ad allargarsi: si sale a 16 team divisi in quattro gironi. Ai nastri di partenza sono presenti Serbia, Norvegia, Cile e Spagna (gruppo A); Russia, Australia (la wild card), Francia (l’ingresso di emergenza dopo che l’Austria di Dominic Thiem e Dennis Novak ha dato forfait) e Italia (gruppo B); Germania, Canada, Gran Bretagna e Stati Uniti (gruppo C) e Grecia, Polonia, Argentina e Georgia (gruppo D). In semifinale si incroceranno le vincenti nei gruppi A-D e B-C e il 9 gennaio andrà in scena il gran finale, ultimo momento di preparazione verso gli Australian Open. Andiamo a scoprire quali saranno i big impegnati nel torneo e in che modo sarà strutturato il calendario per il primo giro di scontri diretti, in programma l’1 e il 2 gennaio
Le squadre
Serbia: Dusan Lajovic, Filip Krajinovic, Nikola Cacic, Matej Sabanov
Norvegia: Casper Ruud, Viktor Durasovic, Lukas Hellum-Lilleengen, Leyton Rivera, Andreja Petrovic
Cile: Cristian Garin, Alejandro Tabilo, Tomas Barrios Vera
Spagna: Roberto Bautista Agut, Pablo Carreno Busta, Albert Ramos-Vinolas, Alejandro Davidovich Fokina, Petro Martinez
Russia: Daniil Medvedev, Roman Safiullin, Evgeny Karlovskiy
Australia: Alex De Minaur, James Duckworth, Max Purcell, John Peers, Luke Saville
Francia: Ugo Humbert, Arthur Rinderknech, Edouard Roger-Vasselin, Fabrice Martin
Italia: Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Simone Bolelli
Germania: Alexander Zverev, Jan-Lennard Struff, Yannick Hanfmann, Kevin Krawietz, Tim Puetz
Canada: Felix Auger-Aliassime, Denis Shapovalov, Brayden Schnur, Steven Diez
Gran Bretagna: Cameron Norrie, Dan Evans, Liam Broady, Joe Salisbury, Jamie Murray
Stati Uniti: Taylor Fritz, John Isner, Brandon Nakashima, Rajeev Ram
Grecia: Stefanos Tsitsipas, Michail Pervolarakis, Petros Tsitsipas, Markos Kalovelonis, Aristotelis Thanos
Polonia: Hubert Hurkacz, Kamil Majchrzak, Kacper Zuk, Jan Zielinski, Szymon Walkow
Argentina: Diego Schwartzman, Federico Delbonis, Facundo Bagnis, Maximo Gonzalez, Andres Molteni
Georgia: Nikoloz Basilashvili, Aleksandre Metreveli, Aleksandre Bakshi, Zura Tkemaladze, Saba Purtseladze
Il calendario
Sabato 1 gennaio
Argentina-Georgia
Federico Delbonis vs Aleksandre Metreveli:
Diciamocelo francamente: iniziare il 2022 guardando Delbonis-Metreveli in televisione è accettabile soltanto se, come più o meno quasi tutti noi, ci si trova in quarantena. Nulla di personale, ma l’argentino ha chiuso il 2021 con dieci sconfitte di fila, il che vuol dire che praticamente ha conservato gli ultimi fuochi d’artificio per rovinare il Roland Garros di Fabio Fognini, mentre il georgiano naviga tra i Futures di ogni luogo nel mondo cercando di migliorare un ranking da numero 571 ATP. Da pronostico il match sembra sorridere all’Argentina, ma nessuno rinuncerà al proprio sonno per averne conferma.
Precedenti: 0-0
Diego Schwartzman vs Nikolos Basilashvili:
Il livello si alza, anche perché, alla fine, sia Schwartzman che Basilashvili sono stati recentemente finalisti in un Masters 1000 – rispettivamente a Roma nel 2020 e a Indian Wells nel 2021. Il problema è che provare a prevedere l’esito di una partita così “strana” potrebbe essere il modo più veloce per auto-indursi un mal di testa devastante. L’argentino ha il pregio di rimanere sempre in partita, ma ha anche una preoccupante capacità di sprecare match point di importanza capitale in momenti in cui un top player piuttosto deve rimanere cinico. Il georgiano, al contrario, è il peggior nemico di se stesso, ma se si sveglia di genio buono diventa praticamente invincibile. Incredibile, ma vero, i due non si sono mai incrociati finora in carriera. Impossibile scegliere un favorito, ma probabilmente Basilashvili avrà un po’ di pressione in più sulle spalle, immaginando che la Georgia affronterà il secondo singolare con uno svantaggio di 0-1 da recuperare.
Precedenti: 0-0
Spagna-Cile
Pablo Carreno Busta vs Alejandro Tabilo
Se Delbonis-Metreveli non scalderà i cuori di chi aprirà la televisione, Carreno Busta-Tabilo non sembra destinata a entusiasmare molto di più. Lo spagnolo arriva da un 2021 in cui ha alternato momenti di gloria (la citazione è d’autore) vincendo la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo, strappandola dal collo di Novak Djokovic, a passaggi a vuoto inspiegabili, come la tradizionale eliminazione al primo turno a Wimbledon e la figuraccia agli US Open dopo aver subito una rimonta da due set di vantaggio all’esordio contro Cressy – che poi il buon Carreno Busta era anche recidivo nel proprio suicidio sportivo sull’Arthur Ashe, ma è assai più comprensibile squagliarsi contro un top ten come Zverev. Il cileno si è visto a Indian Wells perché ha impegnato un Berrettini a minore velocità di crociera e con la testa già alle sfortunate ATP Finals. Improbabile che PCB si lasci sorprendere.
Precedenti: 0-0
Roberto Bautista Agut vs Christian Garin
Bautista Agut-Garin è l’unico match in notturna (orario italiano) per il quale forse val la pena mettere una sveglia, sempre che piaccia il genere “ribattitori intelligenti da fondocampo”. Lo spagnolo non ha vissuto un 2021 esaltante, ma, abituato a tirar fuori stagioni di livello con mezzi tecnici in partenza non straordinari, è riuscito comunque a giocare due finale in ATP 250 (a Montpellier e a Doha), una semifinale in un Masters 1000 (a Miami, sconfitto da un Sinner in modalità fenomeno). Il cileno, gira che ti rigira, nonostante lontano dalla terra rossa sia vagamente evanescente, ha messo in bacheca il tradizionale trofeo da swing sudamericano (in casa, a Santiago del Cile, in un torneo durante il quale non ha affrontato neanche un top 100) e si è conservato un posto tra i primi 20 al mondo. Nell’unico precedente nel circuito maggiore, datato maggio 2021, al secondo turno nel Masters 1000 di Roma, Bautista Agut si è imposto su Garin con un 7-5, 6-3 più netto nell’interpretazione di match che nel punteggio. Occhio, però, perché la superficie di gioco non potrebbe essere più diversa dal cemento australiano.
Precedenti: 1-0, Bautista Agut
Serbia-Norvegia
Filip Krajinovic vs Viktor Durasovic
In ATP Cup mancherà Novak Djokovic? A Durasovic non cambia molto. Nonostante la promozione di Lajovic a numero 1 per la Serbia, Krajinovic è un cliente altrettanto scomodo per gli utopici piani di ribaltone in casa Norvegia. Il buon Filip – che nel 2021 ha rimpinguato, ahi lui, il bottino di finali perse nell’ATP 500 Amburgo e che continua ad avere problemi non indifferenti di cinismo al momento di mettere a segno la zampata decisiva – comunque non dovrebbe avere problemi a sconfiggere il numero 345 nel ranking ATP. D’altronde, il norvegese è un altro che ha trascorso la stagione appena terminata a navigare tra i Futures sparsi per il mondo nel tentativo di dare una svolta alla propria classifica. In Australia la sessione serale non inizia con il botto.
Precedenti: 0-0
Dusan Lajovic vs Casper Ruud
…A Casper Ruud invece cambia molto, moltissimo, al pensiero di non dover affrontare Novak Djokovic (che nell’unico precedente nel match di round robin alle ATP Finals nel 2021 si era imposto per 7-6, 6-2 senza neanche faticare) ma Dusan Lajovic, con un best ranking da numero 23 al mondo e che ricorderà la stagione appena conclusasi soltanto perché ha perso i punti che ancora conservava gelosamente dalla finale nel Masters 1000 di Montecarlo persa contro il nostro Fognini nel 2019. Il norvegese, improvvisamente favorito, potrebbe innervosirsi soltanto se, effettivamente, si troverà a dover ribaltare una situazione di svantaggio nel confronto diretto contro la Serbia. Altrimenti la sicurezza con cui adesso Casper, fresco semifinalista alle ATP Finals, si muove sul cemento, sembra destinata a essere decisiva.
Precedenti: 2-0, Ruud
Grecia-Polonia
Kamil Majchrzak vs Michail Pervolarakis
Dai, che bisogna dire di un match che non sembra appartenere al circuito maggiore? Majchrzak ha raccolto risultati rispettabili nei Challenger nel 2021, ma non sufficienti per schiodarlo dalla posizione numero 117 nel ranking ATP; Pervolarakis addirittura è stato quasi sempre impegnato nei Futures e non oltre. E dire che ci sarebbe anche un confronto diretto, in Coppa Davis, nel 2019, vinto dal polacco per 6-4, 6-3. Poi parleremo di come le regole di ATP Cup vadano riviste e di come esistano squadre dalla composizione non adeguata per una competizione simile. Poi parleremo anche di idee per pensare a un torneo che possa essere più sfidante per chi partecipa. Nel frattempo noi telespettatori guadagniamo un’ora di sonno in più.
Precedenti: 1-0, Majchrzak
Stefanos Tsitsipas vs Hubert Hurkacz
Finalmente, alle 9:30 di venerdì 1 gennaio, arriva la sfida tra top ten che ci rianima dal torpore generale e che ci offrirà più di uno spunto di riflessione. Tsitsipas sarà al rientro dopo l’operazione al gomito, intervento che sembrava metterne a rischio la presenza in Australia e che invece si è rivelato sorprendentemente veloce da smaltire. Al di là di una condizione fisica traballante, il greco era sembrato fuori fase anche mentalmente, tanto che il vero dubbio di inizio stagione forse è legato al modo in cui Stefanos ha “superato” la sconfitta in finale al Roland Garros, in una partita durante la quale era stato in vantaggio due set a zero contro Djokovic. Hurkacz, invece, è chiamato a confermarsi dopo un 2021 nel quale ha sorpreso quasi tutti (in realtà qualcuno di noi era stato attento e ricordo di averlo segnalato già nel 2020 come una possibile sorpresa nel panorama Next Gen), vincendo il Masters 1000 di Miami e gli ATP 250 di Delray Beach e Metz e qualificandosi alle ATP Finals, pregiudicando però il torneo di fine anno per qualche acciacco di troppo. I precedenti – che questa volta sono tanti – dicono 7-2 Tsitsipas (Coppa Davis inclusa), ma occhio, perché non soltanto Hurkacz si è quasi sempre spinto fino al terzo set, ma ha anche vinto l’ultimo confronto diretto a Miami nel 2021. Proprio a Miami il polacco è stato particolarmente lucido: in svantaggio 2-6, 0-2 e chiamato ad annullare una palla per il doppio break, ha reagito sul successivo 40-40 con un dropshot strettissimo che ha tolto sicurezze al greco. Prepariamo i popcorn.
Precedenti: 7-2, Tsitsipas
Domenica 2 gennaio
Russia-Francia
Roman Safiullin vs Arthur Rinderknech
Anche nella notte tra l’1 e il 2 gennaio il nostro sonno sembra salvo. Safiullin si trova numero 2 per la Russia dopo le positività al Covid-19 di Rublev e Karatsev e il gran rifiuto di Khachanov. Il russo si ricorda per il match di secondo turno al Roland Garros contro Zverev nel quale aveva pensato fosse un’idea geniale provare ad annullare una palla per il controbreak con un servizio da sotto. Spoiler: non è stato così. Rinderknech ha avuto un ottimo 2021 – in cui ha anche dato gli incubi a Sinner nell’ATP 250 di Lione – ma per stabilire se il francese possa essere una presenza stabile nel circuito maggiore, servono altre conferme. Da pronostico la sfida non potrebbe essere più equilibrata di così.
Precedenti: 0-0
Daniil Medvedev vs Ugo Humbert
Fidatevi di chi guarda più di una partita al giorno: se soffrite d’insonnia (ma anche se non soffrite d’insonnia), Medvedev vs Humbert merita che vi sintonizziate davanti alla televisione. Il russo inizierà in ATP Cup un 2022 nel quale gli obiettivi sono vincere un altro Slam (magari anche più di uno), imparare a muoversi con disinvoltura anche sulla terra rossa e sull’erba e chiudere l’anno da numero 1 nel ranking, interrompendo una 4×100 tra Federer, Nadal, Djokovic e Murray che va avanti dal 2004. Il problema è che la Russia di Daniil è praticamente nelle mani di un uomo solo al comando, complici le positività al Covid-19 di Rublev e Karatsev e la presenza non così rassicurante di Safiullin e Karlovskiy. Il francese, invece, ha vissuto un 2021 un po’ strano durante il quale ha alternato momenti in cui è sembrato poter essere un’alternativa da monitorare nel circuito maggiore – come durante la settimana in cui ha vinto l’ATP 500 di Halle proprio contro Rublev – a momenti in cui non sembrava avere la forza psico-fisica per stare in campo, tanto da chiudere la stagione a settembre dopo cinque sconfitte di fila. Occhio anche ai precedenti: nell’unico precedente nel circuito maggiore, Humbert ha rifilato una sonora lezione a Medvedev. Come è stato possibile? Si giocava ad Amburgo, sulla terra rossa.
Precedenti: 1-0, Humbert
Canada-Stati Uniti
Denis Shapovalov vs John Isner
Sfida con incognita: da programma Shapovalov sembrerebbe potersi negativizzare in tempo per poter affrontare Isner già il 2 gennaio, ma bisognerà capire in che modo il canadese si presenterà in campo e in che modo la quarantena avrà impattato sulla preparazione fisica di inizio stagione. Un’incognita che potrebbe rivelarsi decisiva per capire se Denis saprà riscattare un 2021 con tre luci (la semifinale a Wimbledon e le due finali, però perse, negli ATP 250 di Ginevra e Stoccolma) e fin troppe ombre (una su tutte: la sconfitta a Gstaad contro Kopriva, numero 249 nel ranking ATP). Lo statunitense non è che abbia chiuso meglio la stagione: mai in carriera aveva subito un 6-2, 6-0 e aveva subito così tanti break in due set: Jannik Sinner ha ringraziato. Curiosità: tra Shapovalov e Isner – che sono stati compagni di doppio a settembre in Laver Cup – non ci sono precedenti.
Precedenti: 0-0
Felix Auger-Aliassime vs Taylor Fritz
Riuscirà Auger-Aliassime a vincere il primo titolo ATP e a rientrare in top ten, questa volta per rimanerci più a lungo? Dovesse il Canada trionfare in ATP Cup, Felix si guadagnerebbe il singolare record di essersi imposto da giocatore e da capitano. La strada verso la gloria, comunque, passa innanzitutto da Taylor Fritz, che ha rischiato di chiudere il 2021 con largo anticipo dopo essersi rotto il menisco al Roland Garros, ma che in modo eroico è tornato in campo neanche un mese dopo a Wimbledon, ha perso al terzo turno contro Alexander Zverev e si è vendicato nei quarti di finale a Indian Wells sopravvivendo a una partita durante la quale aveva annullato anche un match point al tedesco. Curiosità da copia e incolla: tra Auger-Aliassime e Fritz – che sono stati compagni di squadra (ma questa volta non di doppio) a settembre in Laver Cup – non ci sono precedenti.
Precedenti: 0-0
Italia-Australia
Jannik Sinner vs James Duckworth
A James Duckworth va il merito al contrario di essere riuscito a innervosire Jannik Sinner ai tempi in cui l’altoatesino non si era ancora sottoposto alla “cura Tiafoe”. Il match di xx turno nel Masters 1000 di Montreal durante il quale Jannik ne commenta le esultanze troppo esagitate con un emblematico “che c***o urli” è già amarcord su Twitter. Rimane agli atti che le stagioni di entrambi sono state diametralmente diverse – il che è comprensibile, data la differenza di talento e di età. L’italiano ha vinto quattro titoli ATP, ha sfiorato la vittoria nel Masters 1000 di Miami, ha debuttato alle ATP Finals e ha chiuso la stagione in top ten. L’australiano ricorderà soltanto la finale nell’ATP 250 di Nur Sultan e il quarto di finale raggiunto a sorpresa nel Masters 1000 di Parigi Bercy. Prevedere sorprese? Meglio di no.
Precedenti: 2-1, Sinner
Matteo Berrettini vs Alex De Minaur
A che punto si trova Berrettini atleticamente dopo l’infortunio agli addominali che gli ha spezzato il cuore alle ATP Finals di Torino? Per scoprirlo non esiste debutto migliore nel 2022 che non contro il “demone” De Minaur, che corre, corre, quanto corre, ma al quale mancano chilometri per competere con Matteo soprattutto con il dritto. L’italiano, che ha chiuso la terza stagione di fila in top ten, ormai non è più una sorpresa, ma è una piacevole conferma che si migliora sempre di grinta e di cuore. La sfida, adesso, sarà compiere il passo in più tecnicamente e, chissà, magari continuare a sognare a Wimbledon. L’australiano, al contrario, viene da un anno un po’ sottotono, durante il quale ha sofferto soprattutto sulla terra rossa, ma ha anche vinto due tornei ATP 250 ad Antalya, a gennaio e a Eastbourne, a giugno. In fondo, essere un classe 1999 e vantare già cinque titoli nel circuito maggiore vale tanto in un tempo all’insegna di un tennis di forza bruta. I due si sono incontrati una volta soltanto in carriera, proprio nel 2021, al Queens’: Berrettini vinse la semifinale e poi trionfò anche in finale contro Norrie. Occhio però che in realtà sul cemento De Minaur ha sgambettato Matteo in semifinale nel Challenger di Segovia, nel lontano 2017.
Precedenti circuito ATP: 1-0, Berrettini
Precedenti Challenger e Futures: 1-0, De Minaur
Germania-Gran Bretagna
Jan Lennard Struff vs Dan Evans
La Germania riparte quasi da dove si era interrotta in Coppa Davis: da una sfida mai così equilibrata contro la Gran Bretagna. Considerato che il doppio sarà giocato da due coppie che si equivalgono quali Krawietz-Puetz e Murray-Salisbury, la sfida tra i numeri 2 potrebbe rivelarsi la più decisiva tra tutti i match in programma. Il 2021 di Struff non gli ha riservato chissà quali grandi acuti, se non che il tedesco ha finalmente spezzato la maledizione per la quale non aveva mai vinto una semifinale ATP sconfiggendo Ivashka a Monaco di Baviera. Peccato per il tedesco, però, che in finale si sia inchinato a un Basilashvili in stato di grazia. Stagione più o meno simile per Evans, che si è migliorato perché, almeno lui, ha messo un titolo in bacheca trionfando nell’ATP 250 di Melbourne 2 contro un altro timorato all’ultimo atto come Auger-Aliassime e perché, a sorpresa, ha messo a segno la prima vittoria sulla terra rossa dal 2017 contro… nientedimeno che Novak Djokovic, nel Masters 1000 di Montecarlo. I due precedenti sorridono entrambi a Evans, ma risalgono rispettivamente a Wimbledon nel 2016 e alla Coppa Davis nel 2019. Un po’ troppo in là nel tempo per poter azzardare un pronostico.
Precedenti: 2-0, Evans
Alexander Zverev vs Cameron Norrie
Nessuno chiede a Zverev di vincere l’ATP Cup – specialmente in Italia – ma un po’ chiunque si aspetta di capire se il tedesco è pronto per l’ultimo grande salto di qualità in carriera: la vittoria di uno Slam. I tre match nei quali Sascha sarà impegnato arrivano esattamente nel momento più adatto: Norrie si trova a un tiro di schioppo dalla top ten ed è un mancino il cui rovescio ha un movimento incomprensibile per chi non ci ha giocato più di tanto; Auger-Aliassime avrebbe anche chiuso l’anno tra i primi dieci al mondo se Sinner non avesse debuttato last minute alle ATP Finals e Fritz è l’unico ad averlo sconfitto dopo le Olimpiadi a non chiamarsi Djokovic o Medvedev. Tornando a Norrie: il britannico ha vinto Indian Wells un po’ a sorpresa, ma con merito, in un torneo che, per chi crede nella numerologia, ha visto la consacrazione di chi aveva la testa di serie numero 21. A dire il vero, però, che Cameron stesse migliorando di mese in mese, era stato evidente fin dalle quattro finali perse (all’Estoril contro Ramos Vinolas, a Lione contro Tsitsipas, al Queens contro Berrettini e a San Diego contro Ruud) e dal primo titolo nel circuito maggiore conquistato nell’ATP 250 di Los Cabos contro Nakashima. Zverev e Norrie si sono affrontati soltanto due volte, entrambe nel 2019, ad Acapulco e a Montreal: il tedesco ha vinto entrambe le partite senza perdere set. Nulla di strano, se non fosse successo nell’annus horribilis di Sascha. Perché il britannico spezzi la maledizione, forse bisognerebbe consigliargli di tornare indietro nel tempo al biennio 2013-2014, durante il quale, tra match di qualificazione nei Challenger e primi turni nei Futures, sconfisse due volte di fila il tedesco, che all’epoca però era ancora un teenager.
Precedenti circuito ATP: 2-0, Zverev
Precedenti Challenger e Futures: 2-0, Norrie
Michela Curcio