Chissà che, nel momento in cui aveva dichiarato di non arrivare negli Stati Uniti con sensazioni positive dopo la sconfitta in finale ad Acapulco, Stefanos Tsitsipas non conoscesse già il tabellone insidiosissimo recapitatogli dal destino in Florida. Proprio il greco, infatti, sembra essere il più a rischio upset nel Master 1000 di Miami, primo appuntamento di questa caratura in stagione, nonché primo torneo di questa categoria a non vedere né Federer, né Nadal, né Djokovic ai nastri di partenza per la prima volta da Parigi Bercy, anno 2004.

Il ventiduenne di Atene, testa di serie numero 2, esordirà direttamente al secondo turno probabilmente contro un Kevin Anderson in tabellone con il protected ranking, che non sembra essere fisicamente al top, ma potrebbe mettere in luce la fretta di “Stef” in risposta. Altrettanto insidioso sarebbe anche il terzo turno contro un Kei Nishikori in netta ripresa dopo un biennio 2019-2020 durante il quale il giapponese è stato martoriato dagli infortuni. E forse sarebbe meglio non proseguire: agli ottavi di finale ci sarebbe quell’Alex De Minaur, sconfitto proprio da Tsitsipas in ATP Cup mentre nei quarti di finale arriverebbero probabilmente un canadese – che sia un Denis Shapovalov esplosivo e in cerca di riscatto dopo la semifinale sprecata a Dubai o un Milos Raonic per il quale vale quanto detto su Anderson – oppure uno tra Hubert Hurkacz e Ugo Humbert. Infine, una semifinale e una finale da urlo: prima contro Andrey Rublev, poi contro uno tra quell’Alexander Zverev che ha appena sconfitto il greco ad Acapulco o quel Daniil Medvedev contro il quale il bilancio negli scontri diretti recita 6-1 per il russo.

Proprio Medvedev sorride un po’ di più per il draw, ma deve stare attento a non sottovalutare gli avversari: il neo-numero 2 nel ranking, nonché testa di serie numero 1 a Miami, inizierà la propria campagna statunitense probabilmente contro Sam Querrey, ultimamente famoso più per la fuga da San Pietroburgo nonostante fosse positivo al Covid-19 che non per le imprese sul campo, per poi incontrare da classifica quel Reilly Opelka che lo sgambettò proprio a San Pietroburgo nel 2020. A proposito di sgambetti, occhio negli ottavi di finale a quel Dusan Lajovic che lo ha imbrigliato a Rotterdam un mese fa, e occhio nei quarti di finale a quel Roberto Bautista Agut che gli ha rifilato una lezione di tattica a Cincinnati nel 2020 – anche se lo spagnolo dovrà prima superare la concorrenza di Felix Auger-Aliassime e John Isner nella propria porzione di tabellone. Dovesse superare ogni insidia, Daniil sarebbe atteso da una semifinale con Zverev e una finale con uno tra Rublev o Tsitsipas.

A proposito di Zverev: se il tedesco non aveva avuto fortuna con i sorteggi negli Stati Uniti nel 2020, questa volta si ritenga graziato. Il finalista a Miami nel 2018 debutterà contro uno tra quel Carlos Alcaraz sconfitto neanche due settimane fa ad Acapulco – ed è improbabile che lo spagnolo abbia già capito come impensierirlo – e un Emil Ruusuvuori che non sembra avere la potenza per stargli dietro da fondocampo. Al terzo turno, poi, Sascha troverebbe un Nikoloz Basilashvili che ha bisogno di essere in fiducia per creargli grattacapi. Più complicato il cammino dagli ottavi di finale in poi: da classifica il ventitreenne di Amburgo dovrebbe trovare Karen Khachanov, ma non è così impossibile che incontri un Jannik Sinner con il quale non corre buon sangue – ed è un eufemismo. I precedenti dicono una vittoria per l’altoatesino – al Roland Garros – e un successo per il tedesco – a Colonia, ma entrambi i match hanno regalato polemiche, vincenti violentissimi e recuperi difensivi prodigiosi. Zverev, infine, sarebbe favorito nei quarti di finale sia contro Dimitrov che contro Goffin, partirebbe sfavorito in semifinale contro Medvedev e dovrebbe studiare con attenzione gli head to head in finale: contro Tsitsipas insegue per 2-5 negli scontri diretti, mentre contro Rublev non ha mai perso.

Proprio Rublev, testa di serie numero 4, cercherà di inaugurare una nuova straordinaria striscia di successi a Miami, questa volta, però, in un torneo di categoria 1000. Il russo esordirà probabilmente contro Tennys Sandgren, per poi incontrare al terzo turno quel Marton Fucsovics che “aveva sperato di non doverlo più affrontare in stagione”. Gli ottavi di finale contro Christian Garin e i quarti di finale contro uno tra Diego Schwartzman, Fabio Fognini o Aslan Karatzev non dovrebbero impensierirlo, mentre la semifinale contro uno tra Tsitsipas o Shapovalov rischierebbe di essergli indigesta. Killer, infine, sarebbe la finale contro uno tra Medevdev e Zverev, perché Andrey non ha mai vinto in carriera con entrambi.

Infine, si dia un’occhiata al tabellone targato tricolore: perso per strada Matteo Berrettini (il romano ha dato forfait a Miami preferendo recuperare con calma dall’infortunio agli addominali subito agli Australian Open e non compromettere la stagione sulla terra rossa), i già nominati Fognini e Sinner debutteranno rispettivamente contro uno tra Sebastian Korda e Radu Albot e contro uno tra Hugo Gaston e Dominik Koepfer. Bye anche per Lorenzo Sonego, testa di serie numero 24, che probabilmente troverà Fernando Verdasco al secondo turno, mentre gli altri tre italiani in main draw dovranno iniziare la propria campagna statunitense dal primo turno: Stefano Travaglia-Frances Tiafoe, Salvatore Caruso-Yasutaka Uchiyama e Lorenzo Musetti-Michael Mmoh saranno i match da tenere d’occhio.

Michela Curcio