Nell’epoca della globalizzazione, è facile tracciare collegamenti culturali tra nazioni europee. Non bisogna, tuttavia, sottovalutare l’entità dei contatti religiosi italo-irlandesi, risalenti a ben prima del ventesimo secolo. Sia la Chiesa di San Domenico a Cosenza che la Chiesa del Redentore a Dublino sono ancora oggi punti di riferimento per le attività dell’ordine domenicano, la cui istituzione risale al tredicesimo secolo. Geograficamente, entrambe le chiese sono situate nel cuore della città, a separare il centro storico dalla zona commerciale. L’edificio cosentino è stato consacrato nel 1468, quello irlandese, invece, è più recente. I lavori di costruzione, infatti, sono stati condotti dal famoso architetto locale J.J. McCarthy, per sei anni, dal 1856 al 1862. Nonostante appartengano a secoli diversi, entrambe le chiese sono interamente costruite in pietra calcarea ed entrambe le facciate presentano elementi gotici, come un imponente rosone e un’elaborata cornice sopra il portone principale. La costruzione di una torre nell’angolo Sud-Ovest della Chiesa del Redentore fu abbandonata proprio per mancanza di armonia stilistica. Tra gli interni dei due edifici, invece, si possono notare alcune differenze. La Chiesa di San Domenico è in stile barocco, con intarsi in oro e arcate maestose e l’altare principale, risalente al sedicesimo secolo, proviene dalla scuola di Giovanni di Nola. La Chiesa del Redentore, al contrario, è semplice e geometrica: le tre navate sono lineari, proporzionate tra loro e richiamano le simmetrie esterne, mentre l’abside ha forma poligonale. Particolarmente interessante da notare, inoltre, è il contrasto tra il soffitto di legno e le splendide vetrate a mosaico, finemente intarsiate. In entrambi gli interni, poi, non mancano statue in marmo. Nella cappella del rosario della chiesa cosentina, è possibile ammirare la “Madonna con Bambino”, risalente al diciassettesimo secolo. Nella chiesa irlandese, invece, si può osservare, sull’altare principale, una “Pietà” datata 1857, commissionata da John Hogan ed eseguita da James Cahill, scultore di spicco dell’Accademia Reale Irlandese. Curiosamente, entrambi gli edifici sono stati ristrutturati nel ventesimo secolo, anche se per motivi diversi. La cupola barocca della Chiesa di San Domenico è stata rivestita in rame, dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La Chiesa del Redentore, invece, è stata ampliata nel 1901 per accogliere un maggior numero di fedeli. Questa scelta ne ha considerevolmente alterato il design originale, rendendo necessari notevoli aggiustamenti planimetrici. Oggi, entrambe le chiese sono vere e proprie gemme domenicane nel cuore di due città moderne, quali sono Cosenza e Dublino. Ogni giorno, migliaia di fedeli ne riconoscono l’indubbia bellezza artistica e vi si recano frequentemente per riscoprire la propria spiritualità.

Articolo pubblicato su “Parola di Vita” in data 28/9/2017

Michela Curcio