Il 4 marzo, gli italiani saranno chiamati alle urne, per votare il partito che meglio rappresenta le inclinazioni sociali e gli obiettivi economici del paese. È una sfortuna, però, che, troppe volte in queste ultime settimane, la campagna elettorale sia stata vissuta in un clima di sospetto e critica distruttiva. Bisognerebbe, invece, chiedersi in quale contesto si possano rintracciare idee valide per il futuro dell’Italia. Piuttosto che intavolare una discussione partitica, è giusto lodare il lavoro dei giovani sul territorio, a prescindere dai loro colori politici. Ci sono decine di ragazzi per i quali il senso civico è una vocazione da seguire con umiltà e abnegazione. Sono ventenni che rinunciano a divertirsi con gli amici, per allestire i cinema e i teatri sulla costa calabra, preoccupandosi che gli slogan siano leggibili. Questi giovani non solo credono fermamente in un ideale di comunità politica, ma sanno confrontarsi con un garbo e una dialettica invidiabili. Osservando le “avventure” di questi “nuovi” militanti sul territorio, è impossibile non ripensare a come la politica venisse vissuta nell’antica Grecia, quando soltanto i più meritevoli si guadagnavano sul campo il privilegio di amministrare la “polis”. Il mio augurio per questo imminente “election day” è per questi ragazzi, affinché rendano lo scenario politico un po’ più idealista e per gli elettori, affinché barrino un simbolo con consapevolezza civica.

Articolo pubblicato su “Parola di Vita” in data 1/3/2018

Michela Curcio