Le vittorie di Bayern Monaco e Siviglia in Champions ed Europa League, la ripartenza della Ligue 1, una MotoGP sempre più sorprendente, i playoff NBA mai così incerti e il tennis 2020 che (ri)entra nel vivo con il Master 1000/Premier 5 di Cincinnati: il weekend appena conclusosi ci lascia in eredità le consuete cinque riflessioni.

  • Champions League al Bayern Monaco, Inter tradita da Lukaku in Europa League

Nella sfida tra mondi tra il cinico e inquadrato Bayern Monaco del non più traghettatore Flick e il ricchissimo Paris St. Germain delle stelle Neymar e Mbappé, ha vinto la squadra che più ha dimostrato unità e concretezza, quella che non ha avuto bisogno di spendere oltre un miliardo di Euro e di collezionare fenomeni come figurine dell’album Panini per centrare due Triplete negli ultimi sette anni. Nella vittoria per 1-0 con il gol decisivo di Coman – tra l’altro cresciuto nelle giovanili del PSG – c’è l’esposizione di una filosofia calcistica ben più spettacolare del tanto decantato tiki taka di Guardiola. Cosa hanno avuto in comune un Lewandowski in ombra, ma sempre minaccioso, un Thiago Alcantara che detta geometrie a centrocampo, un Davies estroso, ma timido un Neuer con il mantello di Superman? La voglia di sacrificarsi e di soffrire pur di vincere. Voglia di sacrificarsi e di soffrire che, per settantacinque minuti, l’Inter aveva portato in campo contro il Siviglia due giorni prima. Avanti con il rigore di Lukaku, raggiunta e superata dalla doppietta di De Jong, aggrappata alla partita grazie all’incornata di Godin: così Conte stava sfatando la maledizione-Europa. E poi? A tradirlo è stato proprio il malaugurato piede di Romelu, colui che ha segnato 34 gol alla sua prima stagione in neroazzurro come Ronaldo il fenomeno, colui che ha trascinato la squadra prima e dopo il lockdown, ma anche colui che ha ceduto a Lautaro Martinez il rigore poi sbagliato nella sconfitta per 2-1 contro il Bologna in Serie A.

  • Bentornata, Ligue 1!

Il primo campionato europeo a fermarsi (esclusa l’Eredivisie), il primo a ripartire. Oppure l’ultimo a trovare il coraggio di scendere in campo: dipende da come si vuole interpretare questa infinita stagione 2019/2020 che confluisce in quella 2020/2021. Con il Marsiglia ai box perché quattro calciatori in rosa sono risultati positivi al Covid-19 – è un peccato, però, che i tifosi non abbiano recepito il campanello di allarme e si siano riversati in strada per festeggiare la sconfitta del Paris St. Germain in Champions League – e con i parigini ovviamente impossibilitati a giocare al tempo stesso a Lisbona e in Francia, è stato il Nimes a prendersi la vetta della classifica, dopo aver rifilato un netto 4-0 al Brest. Proprio “Les Crocodiles” avevano rischiato fino all’ultimo di non poter partecipare alla prima giornata di Ligue 1, dopo che dai tamponi di controllo pre-campionato erano emersi tre casi di coronavirus tra i giocatori della prima squadra. A inaugurare ufficialmente la nuova stagione di calcio francese erano stati Bordeaux e Nantes, in un match ancora triste e ingessato terminato 0-0. Altrettanto tirate la vittoria dell’Angers sul Dijon per 1-0 e il nervoso pareggio per 1-1 tra Lilla e Rennes. Ci sarà tempo per lo spettacolo.

  • La MotoGP più imprevedibile a memoria

Fabio Quartararo, Brad Binder, Andrea Dovizioso e, domenica scorsa, Miguel Oliveira, odontoiatra che ha abbandonato carie e apparecchi per diventare il primo pilota portoghese a vincere una gara in MotoGP: senza Marc Marquez – out per due mesi e che, nel frattempo, si arrabbia con i medici che lo avevano dichiarato fit – la classe regina è imprevedibile e infiammata. Anche se, forse, è meglio non parlare di fuoco e fiamme per raccontare il GP di Stiria: in Austria si è di nuovo rischiata una tragedia: durante il sedicesimo giro del Gran Premio, Maverick Viñales, già miracolato sette giorni prima perché quasi coinvolto nella carambola tra Johann Zarco e Franco Morbidelli, viaggia a 330 km/h per cercare di ridurre il distacco dal gruppo di testa, quando, preparandosi a staccare in curva 1, si accorge che i freni non funzionano. Prova a stringere mentre la sua Yamaha scende a 280 km/h prima e a 260 km/h poi. Infine, capendo con inquietante lucidità di non avere altre soluzioni, si lancia per terra da un proiettile impazzito che va a 210 km/h e riesce a raggiungere la ghiaia, assistendo allo schianto e alla successiva esplosione della sua moto. «In quei momenti non pensi: lanciarsi è stato istintivo», dichiara a caldo lo spagnolo ai giornalisti. Il suo istinto di sopravvivenza vale quanto una vittoria. E a proposito di vittoria, il Mondiale è più che mai aperto. Quartararo – che sembrava poter ammazzare ogni velleità dei suoi avversari – si è riscoperto umano. Dovizioso, che pur non era partito benissimo in Austria, è comunque riuscito a strappare un quinto posto e a recuperargli nove punti. E poi Binder, Viñales e perché no, anche Valentino Rossi, nono nel GP di Stiria ma a 25 punti di distacco dalla vetta della classifica. Quelli che conquisterebbe se, per esempio, tornasse al successo in gara.

  • Playoff NBA: le incertezze albergano a Ovest

I Toronto Raptors, chiamati a difendere l’anello, contro i Boston Celtics che hanno rifilato un 4-0 nella serie ai Philadelphia Sixers: il primo quarto di finale dei playoff NBA ha il sapore di una sentenza. Chi vince si candida a portarsi a casa il titolo più imprevedibile di sempre. I campioni uscenti partono favoriti, non fosse altro che per i distacchi abissali con i quali e compagni hanno regolato i Brooklyn Nets. Attenzione, però, ai Miami Heat: con il netto 4-0 rifilato nella serie agli Indiana Pacers, non è detto che non possano essere i disturbatori di questo anomalo finale di stagione. Avversari di Jimmy Butler e compagni, probabilmente i Milwaukee Bucks che si sono messi alle spalle lo scivolone in gara 1 contro gli Orlando Magic. Se a Est gli automatismi sono consolidati, a Ovest l’incertezza regna sovrana. Gli Utah Jazz sembrano aver ritrovato la miglior forma, guidati dai 51 punti di Donovan Mitchell in gara 4, ma i Denver Nuggets sono tutt’altro che morti: a dividere le due franchigie nel match di domenica notte sono stati soltanto due punti. Stesso discorso per i Los Angeles Lakers di Lebron James, finalmente maturi dopo la falsa partenza della scorsa settimana. Stellare, infine, il canestro da tre punti di Luka Doncic all’overtime per regalare la vittoria in gara 4 e il pareggio nella serie ai suoi Dallas Mavericks contro i favoriti Los Angeles Clippers. In una giocata pensata e realizzata in più o meno dieci secondi, c’è la definizione di avere gli attributi e prendersi la responsabilità di tenere in vita la propria squadra.

  • Master 1000 Cincinnati: giù le prime teste (di serie)

Non è Premier 5 se qualche testa di serie non crolla all’esordio. A Cincinnati per il primo Master 1000 di questa anomala stagione, il tennis femminile si conferma in tutta la sua imprevedibilità. A guidare la truppa in teoria erano Karolina Pliskova, numero 3 del ranking WTA, e Sofia Kenin, vincitrice degli Australian Open 2020. Risultato? La ceca si è sciolta contro Veronika Kudermetova, l’americana in pratica non si è vista in campo contro Alize Cornet. Nuovo giorno, nuovo upset: anche Petra Kvitova è uscita in anticipo dal torneo, rimontata alla distanza dalla connazionale Maria Bouzkova. Hanno rischiato, ma se la sono cavata in tre set, invece, Serena Williams, Naomi Osaka e Aryna Sabalenka, rispettivamente contro Arantxa Rus, Karolina Muchova e Cici Bellis. E tra gli uomini? Out subito Andrej Rublev, sconfitto in tre parziali dalla sua bestia nera Dan Evans e fuori anche i due baby canadesi Felix-Auger Aliassime – fallosissimo contro Tennys Sandgren – e Denis Shapovalov – incartatosi contro l’insidioso Jan-Lennard Struff. Ma la vera sorpresa è stata l’eliminazione di Dominic Thiem, numero 3 del ranking ATP e travolto senza appello da un Filip Krajinovic in grande spolvero che gli ha lasciato appena tre game. Chiosa finale per il big match Zverev-Murray: un suicidio sportivo così non si vedeva da quando Patrice Evra non spazzò la palla in tribuna nel quarto di finale di Champions League 2015/2016 tra Juventus e Bayern Monaco.

Michela Curcio