La Nazionale che è partita con il piede giusto nel viaggio verso Qatar 2022, la prima settimana di Master 1000 di Miami, l’inizio di stagione di Formula 1 e MotoGP, i playoff di Super Lega di volley e la regular season di NBA: il weekend sportivo trascorso ci regala cinque riflessioni.
- Nazionale di calcio: buona la prima (e la seconda)
Per il calcio champagne si citofoni altrove: all’Italia di Roberto Mancini per ora si chiede soltanto di vincere. Sperando che il tre su tre si concretizzi contro la Lituania, gli azzurri sono a punteggio pieno nel girone C – ma tallonati da una Svizzera da non sottovalutare. L’esordio contro l’Irlanda del Nord ha sorriso a metà: ottimo il primo tempo, straripante un Florenzi in versione leader, a proprio agio un Berardi che in Nazionale non stecca mai e finalmente al gol anche quell’Immobile che fuori da Formello non sempre trova le misure. Male, però, le sbavature difensive sul finale di partita. Più convincente la prova contro la Bulgaria: prezioso il ritorno al gol di un Belotti al rientro dopo lo stop per coronavirus, impeccabile Locatelli in fase di costruzione di gioco. Un centrocampo che vede protagonisti anche Barella, Verratti e Sensi non va sottovalutato. Fuochi d’artificio anche altrove: andiamo a vedere perché. Nel Gruppo A il gol annullato a un inferocito (forse troppo) Cristiano Ronaldo nel 2-2 contro la Serbia rischia di essere decisivo in chiave scontri diretti. Nel Gruppo B, Ibrahimovic già ha inciso nei tre assist contro Georgia e Kosovo, mentre la Spagna insegue dopo aver pareggiato per 1-1 con la Grecia. Nei Gruppo D ed E, la Francia e il Belgio non sembrano i caterpillar che ci si sarebbe aspettati, mentre nei Gruppi F e I Olanda e Inghilterra si guardino le spalle dalla Turchia e dalla Polonia di Lewandowski. Infine il Gruppo J in cui si trova la Germania: inutile descriverne il percorso perché il sorteggio era già stato clemente.
- Master 1000 Miami: polemiche di ranking aspettando lo show
Halep (per ritiro), Bertens (fuori forma), Swiatek e Muguruza (senza responsabilità), Kerber, Ostapenko e Stephens (ex-regine) e Kenin, Brady, Keys e Gauff (flop in casa) tra le donne; il ticket Dimitrov-Goffin, De Minaur e Zverev tra gli uomini: in attesa di scoprire chi vincerà a Miami, proprio Sascha ha deciso di prendersela con il ranking ATP. In conferenza stampa ad Acapulco, il polemico tedesco aveva detto: «Sono il più grande fan di Federer ma è assurdo che lui sia più avanti di me in classifica. Il sistema è un disastro». Conquistato il titolo in Messico, il ventitreenne di Amburgo ha perso all’esordio negli Stati Uniti contro Ruusuvuori, ma comunque ha sorpassato re Roger. Da notare: talmente concentrato su di sé, Alexander il (non)-sindacalista non ha neanche cavalcato gli incomprensibili malumori di Pospisil e della PTPA (Professional Tennis Player Association). Quindi, perché Zverev si lamenta? Perché non sarà tra le prime quattro teste di serie al Roland Garros e a Wimbledon. Meriterebbe di esserlo? A dire il vero no. Si ipotizzi lo scenario più severo, ossia il ranking scongelato già da settembre – il freeze mentre il tour era fermo è stato sacrosanto: il tedesco avrebbe un tesoretto di oltre 3000 punti conquistati sul campo, ma avrebbe perso il bottino di Pechino, Shanghai e Basilea (2019) e metà guadagni tra Roland Garros (2019), ATP Finals (2019) e Australian Open (2020) – per un totale di quasi 2000 punti. A occhio, quindi, Sascha al massimo sarebbe rientrato in top five. Però qualche vulnus di classifica c’è: un incommentabile Paire è ancora testa di serie, Alcaraz sarebbe in top 100 (a 17 anni) e Sinner in top 20, Rublev forse avrebbe sorpassato anche Thiem: in questo forse il sistema è davvero un disastro.
- Formula 1 e MotoGP: ci siete mancate!
Un po’ meglio, ma non benissimo: si riassume così il debutto stagionale di Leclerc e Sainz – neo-sposi in Ferrari – nel GP del Bahrein. Un sesto e un ottavo posto non sono l’ideale per nutrire sogni di gloria, ma, tolte le Mercedes e le Red Bull, Charles e Carlos potrebbero dar filo da torcere già alle Mclaren di Norris e Ricciardo. Nel frattempo, va agli atti che Verstappen si sta evolvendo da primo tra gli umani ad alieno in divenire: una pole-position strappata con autorità da veterano e una gara sfortunata promettono una rivalità scintillante con un Hamilton che, nonostante le trentasei primavere, insegue l’ottavo Mondiale. A proposito di vecchia guardia, che divertente sarà una Formula 1 tra esperienza e spensieratezza? Per un Raikkonen che, a 41 anni, non ha intenzione di andare in pensione, un Alonso che, a 39 anni, è tornato in pista due anni e due 24 Ore di Le Mans vinte dopo e un Vettel che, a 33 anni, ha steccato la prima in Aston Martin, ma ha ancora qualche cartuccia da sparare, in Bahrein si sono visti, oltre a Verstappen (23 anni), Leclerc (23 anni), Norris (21 anni) e quei Russell (23 anni) e Stroll (22 anni) che meriterebbero maggior fortuna, uno Tsunoda coraggioso – primo nato negli anni Duemila a tentare il grande salto – e la coppia angelo e demone composta da Mick Schumacher e il bad boy Nikita Mazepin. Aria che sorride di più all’Italia in MotoGP: in attesa di vedere Marc Marquez in pista, Maverick Vinales già sta tentando l’affondo a un Mondiale che lo vede favorito, mentre il “defending champion” Joan Mir mastica amaro per lo sprint di Pecco Bagnaia che gli ha tolto il primo podio in stagione nel GP di Qatar. E Valentino Rossi? Per ora il Dottore deve accontentarsi di un pessimo dodicesimo posto.
- Perugia, Lube Civitanova, Trentino, Conegliano: tre re e una regina nel volley in Italia
Perugia, Lube Civitanova e Trentino: ogni volta che in SuperLega succede qualcosa, si ha la garanzia che queste tre squadre si stiano sfidando per i titoli che definiscono una stagione. Va detto, però, che Monza darà battaglia fino all’ultimo match di playoff. I lombardi saranno anche usciti sconfitti da gara 1 proprio contro Perugia, ma al termine di cinque set e recuperando uno svantaggio di 20-16 nel quarto parziale. Altrettanto combattuta anche la semifinale tra “Lube” e “mele”, ma i trentini ormai non sanno più perdere: dalla sconfitta contro Vibo Valentia il 3 dicembre, la squadra allenata da Angelo Lorenzetti si è arresa soltanto a Perugia (nei playoff di Coppa Italia e in un ininfluente match di ritorno in semifinale di Champions League) e a Milano. Proprio in Champions League, Trentino difenderà l’Italia fino alla fine: la finale contro il Kedzierzyn-Kozle non sembra proibitiva. E poi ci sarebbe da vendicare, si indovini un po’, la Lube Civitanova. Si diceva in precedenza di Monza: insieme a Perugia, i lombardi hanno portato ai playoff sia la squadra maschile che quella femminile. Per la cronaca le monzesi sono 1-0 nella serie contro Chieri ’76, mentre le umbre sono in svantaggio 0-1 contro la testa di serie numero 2 Novara. Ma tanto si sa: a meno che Conegliano non si suicidi, lo Scudetto sembra già assegnato.
- NBA di aprile: i pronostici saranno rispettati?
Tempi duri per le franchigie simbolo in NBA: i Los Angeles Lakers (a Ovest) e i Boston Celtics (a Est) stanno attraversando il momento più complicato in stagione. Perso Lebron James per un infortunio alla caviglia e subite quattro sconfitte di fila, la squadra di Frank Vogel ha portato a casa due vittorie d’oro contro Cleveland Cavaliers e Orlando Magic. Sponda “green”, invece, Tatum e compagni balbettano dall’inizio di regular season 1B: coach Brad Stevens rischia di rimpiangere i match persi contro i Cleveland Cavaliers e i New Orleans Pelicans. L’ultima striscia di almeno tre partite vinte di fila risale a febbraio, fino alla sconfitta arrivata il 12 marzo contro i Brooklyn Nets. A proposito di Brooklyn Nets: al netto di un netto tonfo contro gli Utah Jazz signori di Western Conference, e di un passaggio a vuoto contro gli Orlando Magic, il duo Irving-Harden sta trascinando la squadra in attesa di Kevin Durant. Il problema? Che i Philadelphia 76ers non si fermano. O meglio, si sono anche fermati contro i Los Angeles Clippers, ma sono ancora primi a Est. Inseguimento complicato anche per i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo: anche se terzi, hanno un coefficiente Win-Loss inferiore di un po’. Infine, si segnalano gli alti e bassi di Dallas Mavericks e Golden State Warriors – con Luka Doncic e Steph Curry lasciati soli – e dei Miami Heat, che vincendo contro i New York Knicks hanno interrotto una striscia di sei sconfitte di fila: riusciranno le tre squadre a qualificarsi per i playoff?
Michela Curcio