Tutto il calcio europeo tranne la Premier League, NBA e Lega A di basket, Superlega e Serie A1 di volley, il ritorno del tennis internazionale e la Serie A1 di futsal: il weekend appena trascorso non poteva essere più ricco di eventi sportivi. Inevitabile trarne cinque riflessioni.

  • Campionati europei: storie di quanto è difficile abdicare

Che la Juventus abbia trovato un equilibrio? Lo si dica a bassa voce, ma più che la vittoria senza storia nel big match contro il Milan – gli uomini di Pirlo hanno raramente steccato le grandi gare – è nel successo per 3-1 contro il Sassuolo, pagato a caro prezzo con gli infortuni di Dybala, McKennie e Chiesa, che i bianconeri si sono rimessi in corsa per lo Scudetto. Prossima avversaria? Quell’Inter che dieci giorni fa non sapeva perdere e che ora arriva allo scontro diretto dopo una sconfitta (inattesa contro la Sampdoria per 2-1) e un pareggio per 2-2 contro la Roma, frutto di scelte troppo conservative da parte di Antonio Conte. E se il Milan riparte per 2-0 contro il Torino, Atalanta, Napoli e Lazio lottano ancora per l’ultimo posto in Champions League. Tutte e tre hanno vinto rispettivamente contro Benevento, Udinese e Parma, ma la Roma potrebbe comunque beffarle. Capitolo estero: in Bundesliga già è raro che il Bayern Monaco, in vantaggio 2-0 dopo trenta minuti contro Borussia Monchengladbach, subisca un’inaspettata rimonta, figurarsi se il Lipsia, di fronte alla colossale occasione di tentare il sorpasso in vetta, viene sconfitto a sua volta per 3-1 dal Borussia Dortmund che si riporta a cinque lunghezze dalla vetta. In Ligue 1, il Lione pareggia 2-2 contro il Rennes e vede ridursi a un punto il vantaggio sul neo-Paris St. Germain di Pochettino che non stecca contro il Brest, in Liga l’Atletico Madrid si ferma ancora – questa volta a causa di una tempesta di neve – ma il Real Madrid impatta 0-0 contro l’Osasuna e rimane secondo nonostante le tre partite in più e in Eredivisieil pareggio per 2-2 tra PSV e Ajax sorride ai lancieri.

  • NBA vs le recrudescenze di coronavirus, Lega A più o meno in carreggiata

Alla fine i Boston Celtics hanno alzato bandiera bianca. Non perché non avessero chi schierare contro i Miami Heat – la squadra era riuscita a riassettarsi nonostante le pesanti assenze di Jayson Tatum e Jaylen Brown – ma perché anche tra gli avversari si è temuto fosse scoppiato un focolaio di Covid-19. Meglio non rischiare ancora: anche la successiva partita con i Chicago Bulls è stata rinviata. Posposto anche il match tra i Dallas Mavericks e i New Orleans Pelicans, mentre a lamentarsi sono i Philadelphia 76ers, in testa di Eastern Conference fino a qualche giorno fa: nel match perso contro i Denver Nuggets avevano a stento qualcuno che potesse sedersi in panchina. Si procede con un po’ meno polemiche a Ovest, dove i Los Angeles Lakers e i Los Angeles Clippers qualche volta sbandano – rispettivamente contro i San Antonio Spurs e i redivivi Golden State Warriors – ma, nonostante la regular season sia ancora lunga, già sembrano qualificati ai playoff. E se Milwaukee Bucks e proprio Golden State Warriors sembrano avere intenzioni serie per il 2021, la crisi dei Toronto Raptors è senza fine, ultime le sconfitte 106-105 sempre contro i Warriors e 112-111 contro i Portland Trail Blazers. Capitolo Lega A: con l’Olimpia Milano bloccata in Spagna per la stessa tempesta di neve di cui sopra e impossibilitata a giocare contro Cremona e con Brindisi a riposo, Virtus Bologna e Sassari non sprecano l’occasione rispettivamente contro Trento (92-85 il risultato finale, 15 i punti messi a referto da Marco Belinelli) e Cantù (98-92il risultato finale). Ma le distanze si sono solo temporaneamente accorciate.

  • Nel 2021 il tennis finalmente sarà “Next Gen”?

Sabalenka vs Kudermetova nel WTA 500 di Abu Dhabi (che meraviglia le nuove denominazioni), De Minaur vs Bublik nell’ATP 250 di Antalya (spostato da giugno a gennaio in calendario e giocatosi sul cemento e non sull’erba), Korda e Hurkacz favoriti per la finale nell’ATP 250 di Delray Beach: il 2021 nel tennis comincia all’insegna di quella Next Gen che si spera possa finalmente prendere il sopravvento – anche se si aspetta questo momento dal 2017. In attesa di scoprire chi saranno i primi vincitori per l’anno appena iniziato, non resta che lasciarsi andare a qualche considerazione destinata a essere smentita tra 15 giorni. 1) A prescindere dalla sconfitta contro la Sabalenka, è difficile che la Sakkari non entri in top ten tra qualche mese. 2) La Kenin ha sofferto per tutto il torneo, si è anche presa un 6-0 proprio dalla Sakkari, ma l’ultima volta che si è presa un (doppio) 6-0 poi è arrivata in finale Slam. 3) La Kostyuk è fortunata ad avere ancora 18 anni e tanti margini di crescita. 4) Sascha Bajin avrà tanto da lavorare con Karolina Pliskova. 5) Proteggete la Gauff dalle pressioni che la stanno schiacciando. 6) Giudizio sospeso su Fognini e Berrettini, perché sembra che al momento il fisico non li assista ancora per come la voglia di vincere richiede. 7) Che i quarti di finale di inizio anno siano di buon auspicio per Mager e Travaglia. 8) Se la Next Gen brilla nel circuito maggiore, le qualificazioni degli Australian Open hanno stroncato i sogni di Musetti (classe 2002), Seyboth Wild (classe 2000), Nakashima (classe 2001) e Gaston (classe 2000). 9) Basilashvili è sotto processo per violenza domestica, ma viaggia regolarmente, Kyrgios viene tra le righe accusato (che non vuol dire condannato comunque) su Instagram dalla sua ex-fidanzata, ma per suscitare lo sgomento di Twitter sembra sia obbligatorio essere un antipatico top ten.

  • Volley: Superlega avvincente, Serie A1 da sbadigli

Perugia riparte, Trentino non si era mai fermata: dopo lo scontro al vertice che forse aveva un po’ incrinato le gerarchie in Superlega, gli umbri si sono immediatamente ricomposti, anche perché Ravenna, terzultima a otto punti da Milano (che deve recuperare tre partite), non è mai sembrata in grado di causare problemi alla capolista. Nessuno svegli la squadra di mister Angelo Lorenzetti, invece: ultima sconfitta in campionato? Il 3-1 subito contro Vibo Valentia a novembre. Da allora sono arrivati tre (in Champions League) più nove (in Italia) successi per un totale di una striscia positiva di dodici match. E dire che Monza ha anche provato a ribaltarla, dopo essersi trovata sull’8-7 nel tiebreak del quinto parziale: tutto è stato vano. Proprio Vibo Valentia adesso deve abdicare dal ruolo di terzo incomodo. Ai calabresi sono state fatali le sconfitte contro Verona, nell’ultima partita del 2020, e contro Piacenza – sconfitte che pesano perché la squadra di Marcelo Fronckowiak era stato in vantaggio di un set inizialmente. E la Lube Civitanova? Nel mentre di un match da recuperare, i marchigiani hanno piegato la resistenza di Milano, capace di aggiudicarsi il secondo set con il punteggio di 32-30 e di portarsi avanti per 2-1. In Serie A1 la novità è che qualcuno è riuscito a fermare Conegliano: il turno di riposo. E se Novara prova a tenere il passo, soffrendo il giusto contro Cuneo, Monza mostra segni di cedimento: come darle torto?

  • Serie A1 di Futsal: anno nuovo, corazzate vecchie

Si dirà che il 2021 ci porterà in dono un reset dell’anno terminato da poco. Chiaramente questo discorso non vale per il futsal, perché Acqua e Sapone e Italservice Pesaro non hanno nessuna intenzione di abdicare dal loro ruolo di dominatrici di Serie A1. Gli abruzzesi non riescono a complicarsi la vita neanche da soli. Contro l’Aniene penultimo in classifica e con un uomo in meno dopo dodici minuti, la squadra di Massimiliano Bellarte ha quasi sprecato un vantaggio di 5-1, rischiando un pareggio che avrebbe avuto i contorni di un suicidio sportivo. Molto più solidi, invece, i marchigiani, già 6-1 alla fine del primo tempo contro Feldi Eboli (8-3 il risultato finale). Mentre il calendario dei recuperi va ricomponendosi, casualmente soltanto le tre squadre di mezzo in classifica – Catania, Real San Giuseppe e Mantova – devono ancora giocare dai due ai tre match. Sei punti in palio per siciliani e lombardi, nove per i campani: le gerarchie in vetta non cambieranno; per i playoff di fine stagione, invece, è un’altra storia – con Padova e Came Dosson che partono in leggero vantaggio per un posto sicuro. Spoiler alert per la primavera? Non si vede in che modo possa essere arginato lo strapotere offensivo di Acqua e Sapone – con 84 gol segnati sono il miglior attacco di Serie A1, seguiti da Padova (63 reti) e Italservice Pesaro (61 reti). 

Michela Curcio